Issime - Augusta

AUGU STA La · cerealicoltura sul versante meridionale del Monte Rosa in eta tardo-medievale La principa!e attivita attualmente praticata nelle comunita alpine nel settore agro-pastorale e l'allevamento. Le fonti do– cumentarie attestano invece l'importanza nel passato, anche in insediamenti fondati a quote elevate, delta cerealicoltura. Questo lavoro esamina la sua diffusiuite nelle comunita in– sediate in eta tardu-medievale sul versante meridionale de! Monte Rosa. 1 progetto di colonizzazione tardo-medievale del ver ante meridionale del Monte Rosa, attuato tra il Duecento e il Quattrocento, e chiaramente e pre so negli atti di fondazione dei nuovi inse– diamenti. Nel 1270 il capitolo di S. Giulio d'Orta ncedeva a titolo enfiteutico a coloni walser l'alpe Rimella nche vi potes ero costruire case e mulini e impiantare prati e campi (FoRNA ERI, 1958, d. CXlID. Un'espressione imile era utilizzata nel 1420 dai testimoni al processo infor– mativo sulle alpi del vescovo di Novara in alta Valsesia, ehe a erivano ehe su queste alpi trasformate in insediamenti permanenti i coloni creavano casamenta et haedificia ac pra– ta et campos (FANTO I e FANTONI, 1995, d. 13). Attorno al nucleo abitato, costituito da case ehe accorpavano le funzioni civili e rurali, gli atti notarili del Quattrocento e Cinquecento pre entano un uso del territorio caratterizzato da orti, campi, limidi, gerbidi, prati, meali, pasquate, trasari e pa coli, ehe denunciano chiaramente la vocazione agricola e pa torale della comunita. Negli inventari cinquecenteschi gli utensili per la lavorazione dei campi figurano a fianco di quelli per l'allevamento e la fienagione: in un elenco di beni della famiglia Viotti di Rima del 1563 sono significativamente citati in sequenza una sappa e una ranza (FANTONI, 2007a). 1 CEREALI SUL VERSANTE l\tERIDIONALE DEL MONTE ROSA La distribuzione altitudinale dei cereali coltivati in eta tardo– medievale e ricostruibile attraverso l'ampia documentazione disponibile per la Valsesia, costituita dai contratti di affitto con canoni in natura, <lalle decime stabilite al momento della fondazione delle parrocchie e <lalle forme consuetudinarie (originate a partire dalla fondazione degli insediamenti) ri– portate nelle disposizioni testamentarie e nelle norme delle Congregazioni di carita. La segale, caratterizzata da una germinazione rapida anche ROBERTO F ANTON! alle basse temperature e da un breve ciclo vegetativo, era indubbiamente la specie piu diffusa (anche alle alte quote, ove rimase persistente nel tempo). Ma era presente in ma– niera diffusa anche l' orzo, ehe, sebbene meno resistente al freddo della segale, cresceva anche dove il frumento non si adattava bene. Non mancavano inoltre cereali tipicamente medievali, come il miglio e il panico. Solo in alcune localira della bassa valle era presente anche il frumento. ACrevola (445 m), in un eleneo di fitti in natura del 3maggio 1323, eompaiono quartatolas biave 1 , medietas sicalis et alia medietas panici (MoR, 1933, e. LXXVIII). Sempre a Crevola, tra le diposizioni testamentarie del 1322 di Alaxia eompare un legato per la distribuzione annuale di un sestario di sega– le alla Carira di S. Spirito (MoR, 1933, e. LXXVI). In un eontratto d'affitto del 1563 per un eampo nel territorio di Isola di Voeea (521 m) eompaiono 24 starie di grano, 8 di segale, 9 di miglio e 7 di panico (FANTONI, 2001, pp. 73). In un doeumento del 1327 Arienta di Boecioleto (656 m) isti– tuisce un legato di una mina di segale ed una mina di panico nella misura della Curia superiore ehe i suoi eredi sono te– nuti a pagare ogni anno alla Confraternita di S. Spirito (FAN– TONI e FANTONI, 1995, d. lb). L'ampia gamma di eereali eoltivati nei eampi delle loealita piu hasse e solatie dell'alta valle e fornita dall'eleneo delle deeime ehe il prete Zali riseuoteva nel 1617 nel territorio di Rossa 2 , costituite da 15 some di segale, 13 some di panico, ... 2 staia di formento, 2 staia di arbelie et orzo (FANTONI e CUCCIOLA, 1998, p. 230). In una "memoria" allegata agli Atti di visita del 1594 risulta ehe la Carita detta ellemosina del pane di S. to Spirito distribu– iva nel giorno dell'Annunciazione a Seopello (679 m) staro uno di novarese staro uno miglio, mina una miglio, mina una panicho per un totale di sachi vinti in ciri misura novaresa (ASDN, AVi, v. 24, f. 17r). Carita di S. Spirito ehe distribuiva– no grani sono doeumentate negli stessi Atti di visita anehe a Piode (f. 30r), Campertogno (f. 56r) e Riva (f. 74r). Nelle eomunita dell'alta valle la produzione era molto meno differenziata. II Bescape, per la Confraternita di S. Spirito di Campertogno (796 m), seriveva ehe 100 confratelli devono ciascuno uno staio di segale ehe serve per fare pane da distribuire ai poveri forestieri e del paese (MOLINO, 2006, p. 121). 1 termine con cui in ambito pedemontano si indicavano in modo generico tutti i tipi di cereali, ma in particolar modo quelli primaverili o una mistura composta da segale, miglio e panico (NADA PATRONE, 1981, p. 63). 2 Co tituito da insediamenti sparsi, esposti prevalentemente a sud, distribuiti tra 585 e 1059 metri. - 58-

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