Issime - Augusta

A U G U S T A Vivere in montagna: strategie socio-economiche D onatella M artinet J n Valle d’Aosta la permanenza in alta quota è testimoniata dai ritrovamenti archeologici di fre­ quentazioni di epoca protostorica alle pendici del Mont-Fallère (sopra Saint-Pierre, a circa 2.000 m s.l.m.)1, della Cime Noire (nel comune di Pon- 2.100 m s.l.m.) e del Moni Tantané (a La Magde- teine, a circa 2.440 m s.l.m.)2. Gli atti di infeudazione degli alpeggi sono numerosi, risalgono al basso medioevo e possono riguardare una persona singola, alcune persone, un villaggio o l’intera comunità3. Dai docu­ menti pervenuti emerge, anche, che inizialmente i pascoli era­ no soprattutto collettivi. L’atto più antico è la cessione dell’Alpe Citrin (Saint-Rhémy- en-Bosses) da parte di un certo Gontier alla chiesa del Gran San Bernardo nel maggio 11154. Della fine del secolo ( 1191 ) è la donazione alla Prevostura di Saint-Gilles di Verrès dell’alpe Le Layet a Valtournenche5. Le malghe non erano, quindi, solo dei signori feudali, ma anche della chiesa (in tal caso incame­ rate anche per donazione) e date in “gestione” alle comunità o ai singoli. Ad Issime frequentazioni sporadiche molto antiche sono state attestate dallo studio sulle torbiere di Mundschuvett e Réich della professoressa Brugiapaglia, anche se ‘Tincremento del­ le attività umane si osserva invece in maniera decisa a parti­ re dalla biozona 5 in cui aumenta il polline dei cereali (2%) e compare quello del castagno, che, per questo settore delle Alpi, rappresenta un marcatore biocronologico in quanto la sua introduzione è legata alla presenza dei Romani che occu­ parono la valle”6. Nel Medio Evo, Issime vede come feudatari principali i Val- laise (il loro nome deriva dalla valle del Lys Vallis HeUesii). Il primo documento che parla di loro risale al 17 aprile 12167; Arduqon dii Senex de Vallexia è sicuramente vivente tra il 1195 e il 12458.1 signori di Vallaise giurano fedeltà al conte di Savoia almeno dal 7 novembre 13269. Il 4 agosto 1347 Amedeo di Vallaise, figlio di Amedeo, con­ cede alcune franchigie alle comunità della valle del Lys di Guelmour superius10-, proprio prima della grande peste, che ebbe avvio a Genova alla fine dell’anno. Secondo le ricostru­ zioni degli storici, il morbo ha falcidiato in Europa circa la metà della popolazione; terminata l’infezione, i sopravvissuti si sono appropriati delle terre abbandonate, o un’unica perso­ na ha incamerato i coltivi di tutta una famiglia, dando origine ad un’imprenditoria più forte della precedente. Anche dallo studio sui pollini sopracitato emerge una prima fase di dimi­ nuzione della pressione antropica e una successiva ricoloniz­ zazione. 1 Con ritrovamenti dell’industria litica risalenti al Mesolitico, in L. Raiteri, La ricerca sul popolamento della Valle d ’Aosta nell ’Olocene antico: il sito mesolitico di alta quota del Mont Fallère (Saint-Pierre), Bollettino della Soprintendenza per i beni e le attività culturali, n. 6, 2009, pp. 17-21. 2 II sito, composto da due diversi ma contigui nuclei di capanne, rappresenta uno degli insediamenti protostorici a utilizzo stagionale più alto di tutto l’arco alpino che sia attualmente in corso di esplorazione. 3 J.-C. Perrin, Gli alpeggi: un sistema economico e culturale, in Muri d ’alpeggio in Valle d ’Aosta - Storia e vita, Priuli e Verlucca, Aosta 2009, p. 24. 4 J.-C. Perrin, cit., pp. 14-38. 5 Alla Carta Augustana del 1191, riguardante le franchigie di Aosta, pare seguì nel 1206, ma la datazione non è certa, la richiesta unitaria di poter usufruire delle franchigie della città da cavalieri, clienti e rustici. 6 E. Brugiapaglia, Il Vallone di San Grato ed il suo ruolo per la ricostruzione paleo ambientale con particolare riferimento a ll’occupazione umana. Importanza biologica e scientifica delle torbiere, in Augusta 2016, pp. 9-19. Il vescovo di Vercelli, Ugolino, sigla un trattato di pace con Ardu^on e Emeric de Vallaise. Un precedente atto era stato firmato, oltre che da Ardu 9 on, da un altro fratello Vallaise, Pierre, poi deceduto, con il precedente vescovo di Vercelli, Alberto; in O. Zanolli, Lillianes, Histoire d ’ime communauté de montagne de la Basse Vallèe d ’Aoste, Tome l erMusumeci, Aoste 1985, p. 18. 8 In O. Zanolli, Lillianes, cit., p. 19. Non trova, invece, riscontro storico il fatto che gli imperatori Federico, Enrico e Sigismundo investono con feudi i signori Vallaise già dal 1211; tuttavia le “voci di corridoio” sono interessanti in quanto rafforzano l ’importanza della casata, tra queste ricordiamo quelle dell’insigne storico Jean-Baptiste De Tillier (in Nobiliaire du Duché d ’Aoste, édité par les soins d’A. Zanotto, La Tourneuve, Aoste 1970, pp. 616-617. 9 Par O. Zanolli, Bibliothèque de l’Archivium Augustanum XXII, Inventaires des archives des Vallaise, Tome l er, Musumeci, Aoste 1985, p. 206. 10 A cura di M.C. Daviso di Charvensod e M.A. Benedetto, Le franchigie delle comunità del Ducato di Aosta di Jean-Baptiste de Tillier, Tipografia 1TLA, Aosta 1965, pp. 88-100; Fatto fu stipulato nel cimitero di San Giacomo di Issime, alla presenza, tra gli altri, di Giovanni Femelli e Antonio de Cruce di Issime e Giovanni du Biolley. — 22 —

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