Studio di un acquedotto centralizzato in V alle d'Aosta 349 giornalieri, pari a 219000 me. annui (detta zona viene rifornita mediante due pozzi indipendenti dall'acquedotto comunale). Sommando i consumi si ottiene un totale di 1833275 me., e tenendo conto dei servizi di inaffiamento ecc. ... si puà arrotondare a 2000000 di me. Da questo valore che rappresenta il consuma annuo si risale al consuma medio giornaliero per abitante tenendo presente che dalla popolazione di Aosta di 31 719 abitanti bisogna sottrarre quella parte, pari a circa 5000 abitanti, che viene rifornita da acquedotti non comunali, poichè risiede in collina, in frazioni, in case sparse, non approvvigionate dall'acquedotto comunale. Esso risulta essere di 203 litri pet abitante, cioè 74,07 me. pro capite annui, assai lontano dall'optimum consigliato dagli lgienisti. Nei prossimi 25 anni, con l'aumento della popolazione previsto, i consumi saliranno a 4-4,5 milioni di me. annui. Quantità di acqua evidentemente ingentissima da reperire e da convogliare. Parimenti, in tutte le località della regione, soprattutto nella fascia del fondo valle in cui si concentra la maggioranza della popolazione e nelle zone turistiche ad intenso sviluppq edilizio, bisognerà far fronte ad una richiesta di acqua potabile proporzionalmente altrettanto elevata. Conclusioni. Abbiamo sottolineato le gravi ragioni pet cui si fa impellente in Valle di Aosta l'impostazione di uno studio organico e completo dal punto di vista igienico-sanitario, idrologico, tecnico, finanziario, concernente il problema del rifornimento idrico. Lo schema da noi proposto ne costituisce un primo abbozzo; esso prospetta la possibiltà di una soluzione che tenga canto nello stesso tempo delle esigenze del maggior numero di Comuni, per poter trarre i massimi vantaggi che derivano dalla centralizzazione di un servizio pubblico, di cosl grande importanza: cioè sicurezza e costanza dell'approvvigionamento idrico. Carlo ARTAZ • Piero VIGLIERCHIO.
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