A proposito della versione in italiano dei nomi in francese dei comuni valdostani

BIONAZ - Blona. 'Parrocchia distaccata da quellà di Valpelline solo nel 1640, ·il 11.oµie, che non figura nelle antiche, carte, proviene senza d\lbbio dal patronimico 'Bionaz, assai diffuso in Valle d'Aosta. Togliendo la z finale parassi– ta, il nome suona benissimo . in ' italiano come nel dialetto : Biòna. , BRUSSON - Brussone - Bruzon, nel 1305; ' Bruzoni, nel 1405; Bri&on, Borgonio, 1680. In celtico si ha·:- brus; nel basso latino, brueria, braurfam; in provenzale, Broussas; nel ro– inanzo, brosse, brous.~e ; tutti termini che de– signano terreni ce!!pugliosi, coperti da vegeta– zione a rborescente di basso fusto. Toponimi anal9ghi: Breuson, Brison , Bruson, nella Val– pellina ; Bnison, in Valle di Bagnes, nel Val– lese. Tale etimologia è accettabile. ' CHALLAN'r - VIiia Sant'Anselmo - Oa.lant, nel 1176 ; Ohalan, nel 1218 ; Ohalant, nel 1271, 1305; Ohallanà, nel 1297; Ohalland·i, nel 1323 ; Ohallant, nel 1423; Ohallant, Magini, 1620; Ohallant, Borgonio, 1680. Quest'ultima é la grafia più corrente, ufficiale, negli scritti val– dostani. Non è da escludere che i·l termine de– rivi dal celtico, cal, dirupo, accoppia to al suf– fisso idronimico -inca; o, meglio, che abbia origine dal latino calere, la valle essendo espo– sta a in"riggio in pieno sole, ciò che ha favo– rito una, lussureggiante vegetazione arborea. Il nome avrebbe dovuto esser conservato, an– che nella grafia italiana Scialla.n, Oellan (vedi nota novella del Bandello), a ricordo dell'illu– stre casata, che per settecent'anni fu un astro di prima grandezza nel cielo della nobiltà valdostana. Si è preferito coniare una denominazione ibrida, che entrerà difficilmente nel linguag– gio corrente : V i lla Sant'À.nselmo, accoppian– do il nome della frazione capoluogo dell'ex Comune di Challant Saint Victor, col santo patrono dell'altro comune di Challant Saint Anselme, due enti amministrativi ora riuniti in un solo. CHAMBAVE - Ciambave - Cambava, nel 1100, 1200; Ohambav a, nel 1100, 1157, 1181, 1277, 1356; Ohambava, Magini, 1620; Cham– bave, Borgonio, 1680. Verosimile derivazione •dal gentilizio Cambus o Oambfas, dal celtico Gambo, che vuol dire curva, rigiro di corso d'acqua. In dialetto si pronuncia Zambav a o Tsambava; la traduzione in francese negli scrit;ti è stata Chambave. Chi sa perchè la versione· in italiano ha lasciato l'ultima sil– laba in francese? CHAMOIS - Camosio - Ohamois, nel 1323; Ohamoy, nel 1405. E' il più elevato comune d'Italia, m. 1815, e la parrocc.hia è stata eret– ta solo nel 1681. Esclusa una qualsiasi rela– zione cinegetica, il termine ha piuttosto un significato pastorale, e deriva dal basso lati– no cauma, calore, avente per corrispondente dialettale tsouma, chouma, che si riferisce all'ora e al luogo in cui il bestiame cerca ri– paro e si riposa nel più forte calore della gior– nata. In .gaelico, abbiamo coum, fermarsi ; in celtico chams. Il luogo venne così chiamato, perchè le mandrie, salite dalla bassa valle, vi facevano una fermata, prima di spingersi ne- ,gli alti pascoli. Ricordiamo i patronimici va l– dostani Ohamois, Oamos, che hanno forse 'identica origine. CHAMPORCHER ; camr)o la.ris -. Chaf!!-pOr– cherio, nel 1273 ; Campa Porcherio, nel i1405; Saint Po,rcier, nel 1592; Campo Porcaro,. Ma– gini, 1620 ; Oamporciero, Borgonio, 1680. Il termine di champ, in latino campu.s, non ha il significato restrittivo corrente, di appezzamen– to di terra coltivata, ma quello estensivo, di campagna, di luogo non abitato. Non è vero– simile che il cui:ioso toponimo voglia alludere ad un allevamento di suini, a 1427 metri di altitudine! Pare cbe ii senso trovi una atten– dibile spiegazione da una leggenda, secondd la quale la valle sarebbe stata evangelizzata da un martire della legione Tebana, sfuggito al massacro di San Maurizio d'Agauno: nel 302. Con letter e patenti del 4 marzo 1592, il Duca Carlo Emanuele I diede ordine c.he il comune si chiamasse definitivamente Saint Porcier. La pronuncia dialettale ne fece un Ohampor ch,er. Ricordiamo che esiste un patro– nimico di (Jiamporci ero, portato ' da famiglie valdostane, nome di suono italiano che pote– va benissimo · figurare nei bolli com1Jnali. Si è preferito la complicata denominazione : Cam– po Laris, che significa un campo, non un bosco, di larici ! ' ' CHATILLON - Castigllo11 Dora - Oastellion, nel 1222, 1224, 1287, 1305, 1323: Toponimo co– munissimo, sia in Italia che all'estero, e de– riva da Oastellio, piccola fortezza. P er evi– tare confusione, è stata aggiunta l'indicazione della posizione geografica : Dora. · COGNE - Cogne - Conia, nel 1151, 1190, 1192, 1248; Gogna, nel 1152, 1227, 1242, 1258, 1279, 1305 ; Co17na, Borgonio, 1680. Si ,affac– ciano tre soluzioni etimolbgiche : 1°, dal co– gnomen Connius ; 2<>, dal termine romanzo bo_ gnet, che vuol dire bosco, la valle essendo •un tempo coperta di boschi; 3" dal latino counus: angolo; la pianeggiante prateria, antistante al– l'abitato, presenta difatti l'aspetto d'un trian– golo, chiusa com'è per due lati dai torrenti Urtier e Valnontey. La grafia francese è stata conservata: Cogne. · COURMAYEUR - Cormaiore - Curia Majori, nel 1233, 1234, 1287, 1332, 1351, 13$1; Corte Maggiore, Magini, 1620; Cormaior, Borgonio; 1680. Rigua rdo aU'etimologia di questo t_oponimò, due tesi sono in lizza, una geografica, e l'altra storico-linguistica. La prima verte a dimostrare che il nome de– riva, per semantica filiazione, dal latino Oul– men Majus, sommità maggiore, per il fatto che la località siede ai piedi del Monte Éia,n- co. Nelle antiche carte della Savoia, fino al 1744, figura invariabilmente a Nord di Cour– mayeur un Col Major, locuzione che deve in– tendersi per cima, e non per colle, dato che in quell'epoca nessun punto della catena do– v12va esser e praticabile, e i cartografi non pote– vano fa r menzione d'un passo inesistente. Del resto, la voce col non si legge altrov!l sulle medesime carte, è entrata nell'uso corrente solo dopo l'esplorazione del.le Alpi, nel Sette– cento. A conforto di questa tesi, ricordiamo • che nei dialetti francò-provenzali la consonàn- te Z posta avanti ad una consonante labialé m, p, si altera in r, come ad esempio : ·balma =barma, alp=arp, culmen=cormet, SìiI'pizi6 5'

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