Il problema idroelettrico valdostano e gli interessi della RAVDA A. Torrione
Tale problema, per quanto riguarda i primi due aspetti, sa– rebbe tecnicamente risolubile mediante la produzione di energia termica, ma il fattore economico interviene a mettere tale soluzione fuori discussione. L'unica soluzione attuabile resta dunque quella della creazione di grandi serbatoi ad alta quota ove immagazzinare l'acqua di mor– bida da utilizzare nei periodi di magra. Se si prende in esame la situazione idroelettrica <leHa valle d'Aosta, si rileva che le portate naturali sono utilizzate negli im– pianti esistenti soltanto per il 40 °/o delle disponibilità . La rima- nenza dei deflussi estivi, particolarmente abbondanti data la forte copertura glaciale, defluisce inutilizzata. Appare quindi iudi,.pensahile un piano generale organico delle utilizzazioni da attuare che tenga conto delle necessità di porre un freno a tanto sciupìo. Allo stato attuale bisogna altresì notare che qualsiasi ulteriore programma di sfruttamento non può non tenere conto dello stato di fatto degli impianti già esistenti. Da quanto precede risulta chiaro che i nuovi impianti da ese– guire anzichè essere considerati a sè stanti dovranno corrisponder e alla condizione essenziale di inquadrarsi in un piano regolatore ge– nerale tendente alla utilizzazione integrale delle risorse disponibili ed alla integrazione dell'energia già ora prodotta. Secondo tale piano regolatore il complesso imbrifero valdost ano potrebbe a nostro avviso considerarsi costituito da tre a quattro zone pressochè indipendenti nell'ambito delle quali gli Enti produttori avrebbero agio di sviluppare le proprie iniziative. -6-
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