Lo sfruttamento idroelettrico delle acque della Valle d'Aosta
8 possibilità furono studiate a fondo dai tecnici della Cogne ed anche da tecnici stranieri avrebbero dovuto essere: - Gassifìçazione Con os– sigeno e vapore in apparecchi a fusione di ceneri, producendo gas pre– giato e scorie atte alla fabbricazione del cemento - Imp iego della antracite in e ok.e metallurgico e cok.e speciali per forni elettrici ed uso domestico . - Impiego del/' antracite polvercz zata in centrale termoelettrica a bocca di miniera per la produzione di energia elettrica invernale . - Fabbricazione di cemento Portland, utilizzando sterili di miniera, cal– care di Notre Dame e parzialmente carbone di La Thu ile polverizzato. Gli stabilimenti siderurgici, oltre ai nuovi impianti di sinterizza– zione avrebbero dovuto rimodernare alcuni impianti di forni elettrici, d1 laminazione, di forni di riscaldo e di preparazione degli sbozzati e di fin itura dei prodotti . Sen za entrare nei dettagli si può affermare che la COGNE, col programma d'inte grazione e rimodernamento, ne sareb be uscita po– tenziata ed atta alla competizione con le migliori industrie europee di acciai speciali. li finanziamento sarebbe stato assicurato in gran parte dai dollari ERP e dal fondo lire . li rimodernamento degli impianti oltre a fa r dim inuire i prezzi di costo' ad impianti ultimati, avrebbe subito assorbito l'eccesso di mano d' opera che gravava sui prodotti siderurgici. Non è da tacere I' ab·bandono completo di ricerche di nuovi pro– cessi di fabbricazione e di nuovi prodotti, come ad esempio la spugna d! ferro dal minerale di Cogne ecc . Ed ora se è vero che si prospetta la chiusura de lle miniere di La Thuile ci si può domandare perchè società france si della Savoia, non sovve nzionate dallo Stato, utilizzano un' antracite simile a quella di La Thuile, eppure la Francia è più ricca di noi in risorse di combustibili. Basterebbe la costruzione di una centrale termoelettrica a Morgex d i 40 mila Kw fJ er risolvere la questione delle m in ie re di antracite. La società Cogne ha attualmente circa 450 milioni di Kwh di energia elettrica da impianti ad acqua fiuente e purtroppo non ha mai pensato agli accumuli stagionali. Ora una centrale termoelettrica di 40 mila K w. con un funzionamento di 4000 ore da rebbe alla Cogne
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