Lo sfruttamento idroelettrico delle acque della Valle d'Aosta

12 La Valle d'Aosta è, dal punto di vista idroelettrico, un grande ba– cino idrografico di una superficie complessiva di Kmq. 3.329 con una copertura gl~ciale di Kimq. 23 7 ed un rapporto di glaciazione del 7,5 %· La copertura glaciale della Valle d'Aosta rappresenta inoltre il 60% delle aree glaciali dell'intero Piemonte. Il valore idrodinamico del bacino idrografico valdostano è assai elevato come ottimo è il rapporto economico di sfruttamento e questo sia per la sua conformazione oroidrografica che per la considerevole al– titudine media che raggiunge i m. 2080. lì regime idraulico della Valle d'Aosta è spiccatamente alpino e cioè caratterizzato da abbondanti deflussi estivi e da marcate magre invernali, per il chè un razionale sfruttamento delle sue acque non può prescindere dall'ausilio di una adeguata riserva stagionale, la cui entità però, deve essere stabilita non soltahto in base alle esigenze econo– miche ed alle possibilità tecniche di realizzazione, ma anche in base al rispetto delle attuali utenze irrigue. Il modulo della Dora Baltea, ossia la portata media, secondo i dati forniti dal Servizio idrografico del Po, è di metri cubi secondo 110 e su questa portata media il deflusso glaciale incide con 38 mc/sec. e cioè del 35 %. Si può così calcolare che la portata che defluisce mediamente nei 31.536.000 secondi dell'anno solare e, misurata alla stazione di Ponte Bajo, è di circa tre miliardi e mezzo di metri cubi. La regolazione dei deflussi della Valle d'Aosta, per l'accumulo della riserva stagionale, deve sopratutto tenere in evidenza le compe– tenze irrigue locali e quelle dei canali demaniali a valle di Ivrea e che alimentano in parte il canale Cavour. Le competen~e irrigue locali sono già depurate dalle misure di \ portata deìla stazione di Ponte Bajo. Per avere però la certez~a che m Valle d'Aosta c1 sia una buona irrigazione ed in considerazione che i periodi di scarsa piovosità estiva non sono rari ed essendo la V alle flagellata con frequenza da venti alterni; è necessario dotare tutti i terreni di accertato rendimento agri– colo d i non meno di due litri al secondo per ettaro. Ripeterò quanto ho già pubblicamente affermato e cioè che prima di tutto l'acqua deve servire ali' agricoltura perchè questa è l'elemento

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