Lo sfruttamento idroelettrico delle acque della Valle d'Aosta
13 primordiale della vita, ed è per questo che il Comitato Misto per le acque della Valle d'Aosta ha previsto, con iì limite imposto agli invasi stagionali, una ulteriore riserva di 200 milioni di metri cubi <;li acqua per il periodo irrigatorio, da aprile a fine settembre , ciò che rappre– senta una nuova dotazione per l'irrigazione di 15 mc/sec. • ed inoltre una riserva di IO milioni di metri cubi d'acqua per piccoli invasi sta– gionali ad esclusivo servizio del!' agricoltura. Ma quando le inderogabili necessità 1rngue sono soddisfatte, quando con tranquilla coscienza possiamo dire con il poeta latino << satis prata biberunt n allora il non utilizzare l'acqua superflua per scopi altamente civili , questo vuol dire arrecare un ingiusto danno ,alla coìlettività n azionale ed agli interessi regionali. Sulle portate della Dora Baltea i diritti p recostituiti dalla rete dei canali dema niali Cavour rappresentano un massimo di mc/sec . 152 quando le portate del Po a Chivasso scendono ai 40 mc ./sec. Avuti in considerazione tutti questi diritti precostituiti sia per le irrigazioni locali che per le competenze dei canaìi demaniali Cavour, le iniziative idroelettriche in Valle d'Aosta devono sopratutto tendere ad uno scopo e cioè quello di creare la possibilità di una utile ripar– tizione nel tempo delle enormi quantità di acqua che defluiscono ab– bondanti e per la più gran parte inutilizzate duranté i periodi di morbida. Per ottenere questo risulta to occorre creare dei grandi serbatoi stagionali che permettano appunto di regolare i deflussi onde poter alimentare le centrali nei periodi di magre invernali ed evitare così le ricorrenti restrizioni invernali così dannose per le utenze domestiche ma sopratutto gravi per le utenze industriali. A seguito di studi idrologici fonda ti su osservazioni metereologiche e di porta ta su lunghe effemeridi di tempo, si è potuto constatare e stabilire che, anche per le anna te di minor piovosità, dopo soddisfatte le utenze irrigue in Valle con abbondante dotazione, e le competenze dei canali demaniali a valle di Ivrea, è sempre possibile accumulare negli invasi stagionali non meno di 500 milioni di metri cubi di acqua, ciò che rappresenta, con una caduta media di m. 1500 una nserva invernale di energia elettrica di ciro. un miliardo e mezzo di chilovat– tore , e cioè di energia di alto pregio. Facciamo ora un rapido e sommario esame di questo grande bacino idrografico che è la V alle d'Aosta d a l punto di vista idroelettrico.
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy NzY4MjI=