Lo sfruttamento idroelettrico delle acque della Valle d'Aosta
14 Dividiamo la Valle d'Aosta m due grandi compartimenti e pre– cisamente la zona a valle della confluenza tra la Dora Baltea ed il torrente Buthier e la zona a monte di questa confluenza. La prima zona, e cioè quella a valle della confluenza Dora Baltea– Buthier si può dire che ha già raggiunto un alto grado di saturazione idroelettrica mercè l'opera tenace e razionale della società Idroelettrica Piemonte ( S.LP. ) che· con le sue numerose centrali in cascata sul- 1' asta della Dora Baltea. ha sfruttato quasi . integralmente i deflussi di questo fiume. Le Valli laterali che ancora attendono il completamento della utilizzazione idroelettrica. s 0 no : quella del Lys dove dovrebbero ini– ziarsi qua~to prima i lavori per lo sfruttamento dei salti intermedi; la valle di Champorcher che attende la subconcessione richiesta per completare l'utilizzazione delle acque dell ' Ayasse; l'alta valle dell'Evan– çon le cui acque sono state richieste in subconcessione; le valli del Chalame e del Chavalité nonchè quella del St. Barthélemy i cui lavori sono 1n corso. Ed infine abbiamo la Valle del Marmore il cui sfruttamento delle acque può ritenersi un modello di sistema di impianti idroelettrici, dovuto pure alla Sl.P, dove i deflussi del Marmore ed affluenti sono razionalmente sfruttati senza che per questo ne .sia venuta meno l'agricoltura o la vita civile ed il turismo . E veniamo alla seconda zona e cioè a quella a monte della con– fluenza fra la Dora Baltea ed il torrente Buthier. In questo vasto bacino idrografico , a d eccezione di poche cen– trali sul! ' asta della Dora Baltea ed in poche valli laterali, di cui la maggior parte dovranno essere sottese perchè facenti parte di im– pianti anacronistici, si può affermare che idroelettricamente quasi tutto rimane da fare. Questo grande bacino idrografico che misura Kmq . 1840 con una copertura glaciale di Kmq . 188,7, con un rapporto di glaciazione del l0 ,2 % e con una altitudine media di m. 2270, dovrà rappresentare la grande zona di regolazione stagionale delle nostre acque. Il Comitato Misto per le acque della Valle d'Aosta, previsto dallo Statuto Regionale, ha, dopo lunghi e complessi st~di, assegnato alle
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