Lo sfruttamento idroelettrico delle acque della Valle d'Aosta
22 Con il decreto legislativo n . 546 del 7 settembre 1945 e la Legge Costituzionale n . 4 del 26-2- 1948, lo Stato , avvalendosi del suo potere discrezionale in materia di acque pubbliche, ha concesso alla Valle d'Aosta tutte le acque esistenti neìla Regione ad eccezione di quelle che già fossero state fatte oggetto di riconoscimento per diritto di antico uso od avessero avuto una regolare concessione . Anche le concessioni assentite prima del 7 settdmbre 1945 e che a quella data non fossero state utilizzate, passano alla Regione . La utilizzazione delle acque deve avvenire nel territorio dello Stato, secondo un piano di un Comitato .Misto previsto dalla citata legge e secondo le norme tecniche e procedurali delle concessioni fatte dallo Stato. Questa concessione novantanovennale gratuita è però subordi– nata, in ogni caso . alla condizione che lo Stato non ìnteda fare le acque oggetto di un piano nazionale. Questa concessione rappresenta un grande atto di fiducia verso la Regione e questa deve dimostrarsi degna di amministrare un simile patrimonio idrico nel proprio interesse ed in quello nazionale. Le demanialità regionali delle acque complicherebbero dannosa– mente il problema idraulico che nel suo complesso deve essere risolto su basi economiche e tecniche nazionali, poichè le acque sono, in base alla legge alla giurisprudenza ed alla dottrina costante, un bene pub- , blico. A coloro che avevano sostenuto il principio della demanialità regio– nale delle acque si può obbiettare che le acque, appartengano esse al demanio regionale o statale, il loro impiego deve smpre essere devoluto a servire la comunità nazionale e perciò il loro impiego non deve sfuggire al controllo dei supremi organi tecnici e giuridici dello Stato e non può essere lasciato ali' arbitrio di eventuali incompetenze regio– nali! Le acque di un'isola pos~ono essere eccezionalmente dichiarate del demanio regionale perchè il loro ciclo nasce, si sviluppa e si esaurisce nel territorio dell'isola stessa. Non così può accadere dei sistemi oroidrografici della Valle d'Aosta o dell'Alto Adigè i cm deflussi sono strettamente collegati con le derivazioni dei grandi canali demaniali della pianura. Dei motivi geo-politici potrebbe~o anche sconsigliare di accordare la demanialità regionale delle acque alle regioni di confine. Riteniamo pertanto che il problema dal punto di vista regionale non debba essere impostato sulla demanialità regionale delle acque.
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