Lo sfruttamento idroelettrico delle acque della Valle d'Aosta
23 . ciò che urterebbe contro il pnnc1p10 pubblicistico unitario che si è venuto giustamente affermando con lo sviluppo delrindustria idroelet– trica , ma al diritto a1 frutti integrali dei beni dema niali dello Stato nella Regione per tutto il periodo della concess10ne. La Legge Costituzionale n . 4, e cioè lo Statuto Speciale per la Valle d'Aosta , dà facol tà a lla R egione di emanare una legge di inte– grazione e di attuazione per le subconcessioni di acque pubbliche. L a Regione ha fatto questa legge e l'attuale Amministrazione, per motivi inspiegabili , vi ha fino ad oggi rinunciato creando e lasciando sussistere in materia di subconcessioni, una dannosa confusione che arreca dei gravi d ann i agli interessi regionali . Si è fi no ad oggi la R egione dimostrata ali' altezza e matura al grave problema e come ha risposto ali' atto di fiducia dello Stato? Dobbiamo rispond ere negativamente perchè le direttive dell'Ammi– nistrazione regionale, in materia di acque pubbliche, appaiono incerte• nebulose ed incomprensibili. lJa una parte si ved ono compiere atti evidenti per ritardare le istruttorie. dall'altra s1 assumono atteggia– menti singolari di fronte a delle realizzazioni in a tto e regolari, dall' al– tra si tutela assai poco il prestigio e gli interessi regionali e d infine si è fino ad ora . rinunciato ad affermare i propri diritti n e i modi chiara– mente previsti dalla legge . Sembra che si proceda per inerzia, rimandando la soluzione di problemi gravi ed urgenti forse per il timore di assumere d e lle respon– sabilità e se ne assumono d i ber; più gravi di fronte alla Regione! Dietro a l paravènto di temuti danni ali ' irrigazione s1 fa opera sobil– la trice ed ostile alle re alizzazioni idroelettriche , mentre soltanto chi è in malafede e molto ignorante vuole ignorare che in Valle d'Aosta c ·è acqu :oi in a bbondanza per lagricoltura e per l'industria e che soltanto dal fel ice connubio del!' agricoltura e deiì'industria, che sono due economie complementari, Ìa Regione potrà trarre dei grandi benefici . Certamente la R egione non si è dimostrata quel! ' orga no propul– sore che era logico attendersi, e, continuare sulla strada attuale vuol dire costrin gere lo Stato a giustamente preoccuparsi del patrimonio idrico valdostano e rendere probabile lapplicazione del!' ultimo comma dell'art. 7 dello Statuto Speciale per la Valle d'Aosta.
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