Lo sfruttamento idroelettrico delle acque della Valle d'Aosta

25 IL LATO ECONOMICO DEL PROBLEMA DELLE ACQUE cespiti d erivanti da un razionale ed integrale sfruttamento idro– elettrico dei deflussi della Valle d'Aosta avrebbero dovuto costituire « l'uhi consistam n d eila finanz a re gionale. C espite certo, cospicuo e sopratutto degno di una Re gione che voglia porre delle solide basi ad una vera autonomia finanziaria e non voglia continuare a rimanere sospesa al filo di entrate che, se pur cospicue , sono aleatorie e non veramente degne. Ai cespiti prove· nienti d a una casa da gmoco noi preferiamo quelli provenienti dal lavoro e dal progresso, se c1 s1 vuol porre questo dilemma! Qua li sono questi cespiti provenienti dalle acque? Inna nzi tutto ci sono i cespiti diretti provenienti dal pagamento dei canom e sovracanoni che le società concessionarie devono pagare. Lo Stato ce~e alla Regione i 9/10 delle entrate dovute per i canom delle concessioni assentite prima del 7 settembre 1945 e queste entrate ammontano oggi a L. 215 milioni . Le subconcessioni ancora d a assentire dovrebbero vertere su non meno di Kw . 550.000 che, con le attuali tariffe di L. 656 per Kw, dovrebbero dare un nuovo cespite di L. 360 milioni di li re annual– mente. Ma. con il nuovo aumento del 50 io previsto a breve scadenza, il cespite globale annuo per la Valle d'Aosta si aggirerebbe sui 900 milioni a cui si potrà ag~ungere non meno di altri 150 milioni annui per i sovracanoni che sono dovuti per 3/4 ai Comuni rivierasci ed 114 alla R egion e quando l'ene'rgia viene trasportata oltre ai 15 Km. dal– l'officina di produzione. A questo si sarebbe potuto aggiungere lenergia rivierasca gratuita che era prevista dal D.L. 7-9-1945 n. 546 e completamente dimenticata nello Statuto Regionale. Questa energia rivierasca, dopo lo sfrutta– mento integrale delle nostre risorse idrauliche, con !"interpretazione

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