Pittori valdostani di un tempo Sandra Barberi
20 PITTORI VALDOSTANI D'UN TEMPO La rassegna Pittori valdostani d'un tempo presenta le opere di alcuni pittori dell'Otto e del Novecento, molti dei quali igno ti al pubblico, nell'intento di definire i contorni della pittµra valdostana degli ultimi due secoli: un'operazione che non vuole essere una sorta di «caccia al tesoro» per scoprire accenti di qualità in una produzione che può essere considerata forse non a torto «minore», ma che si configura come una ricerca destinata a delineare i caratteri storici, sociali e culturali di una pittura fino ad oggi assai poco conosciuta. Il panorama artistico della Valle d'Aosta è scarsamente no to e poco indagato dalla critica, se si eccettua la felice sta gione tardo-gotica che ha suggellato indelebilmente la fisionomia feudale e cortese della regione, stagione questa ripresa ed esaltata dal neomedievalismo del secolo scorso. A partire dalla metà del Cinquecento, infatti, con lo sposta mento della capitale da Chambéry a Torino (1563), il Pays de la Doire perde progressivamente la posizione strategica e di transito che aveva fino ad allora occupato in seno al Du cato di Savoia e diventa un'area marginale rispetto ai nuovi assi di comunicazione destinati a collegare i maggiori centri politici e culturali. Nel corso del XVII secolo la crisi si aggrava: le frequenti epi demie di peste, tra cui quella terribile del 1630 che falcidia i due terzi della popolazione, le guerre fra il Ducato di Sa voia e la Francia che sottopongono il paese ai disastrosi pas saggi e alle razzie delle opposte armate, le carestie e le ripetute inondazioni, la politica centralista del governo sabau do tesa ad annullare gli antichi privilegi ma soprattutto le istituzioni locali, minano l'organizzazione e l'economia della Valle d'Aosta, determinando un sempre maggiore isolamen to del paese. Le conseguenze di questa che possiamo considerare una cri si epocale si ripercuotono anche sull'attività artistica che si richiude entro i confini di una produzione sostanzialmente lo calistica, alimentata da maestranze provenienti dalle valli pie montesi e savoiarde. Per due secoli la pittura si esprimerà attraverso le forme con venzionali delle pale d'altare conformi ai dettami della Con-
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